{"id":29228,"date":"2024-02-11T23:09:24","date_gmt":"2024-02-11T22:09:24","guid":{"rendered":"https:\/\/prod.djoglobal.ch\/non-categorizzato\/elettromiostimolazione\/"},"modified":"2024-06-27T10:30:02","modified_gmt":"2024-06-27T08:30:02","slug":"elettromiostimolazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/actualites\/elettromiostimolazione\/","title":{"rendered":"Elettromiostimolazione"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;elettromiostimolazione, uno strumento terapeutico classico ed efficace ancora poco utilizzato perch\u00e9 poco conosciuto<br>\nInformazioni sull&#8217;autore : Dottor P.Jenoure, Ars Ortopedica, Gravesano<\/p>\n<p>Introduzione<br>\nSe molti sono probabilmente consapevoli del ruolo primordiale del muscolo nel generare il movimento nei vari segmenti del corpo, molti meno sono consapevoli delle formidabili capacit\u00e0 di stabilizzazione, contenimento e ammortizzazione di questo stesso tessuto muscolare. Ma si scopre che queste facolt\u00e0, per quanto notevoli, sono messe a dura prova da sollecitazioni ad alta intensit\u00e0 o ripetitive, come quelle che si incontrano nella vita professionale e nelle attivit\u00e0 del tempo libero, in particolare nello sport. \u00c8 quindi opportuno prendersi cura dei propri muscoli e, se necessario, utilizzare tecniche di manutenzione ausiliarie di provata efficacia.<\/p>\n<p>Muscolatura<br>\nContrariamente agli umoristi che si dilettano su questo tema, troviamo incongruo voler stabilire una gerarchia tra gli organi del corpo umano, tanto \u00e8 notevole l&#8217;interdipendenza funzionale tra le sue diverse parti. Resta il fatto che il tessuto muscolare striato, con i suoi oltre 600 muscoli che rappresentano tra il 45% e il 55% della massa corporea totale, che contengono circa il 50% di tutte le proteine dell&#8217;organismo e che soprattutto svolgono ruoli essenziali e vitali, \u00e8 un tessuto estremamente importante. Oltre alla sua funzione meccanica, la muscolatura produce calore ed energia per mantenere costante la temperatura corporea, funge da sito di immagazzinamento di aminoacidi, lipidi e carboidrati, contribuisce al mantenimento del metabolismo di base e svolge un ruolo quasi endocrino nella regolazione degli zuccheri nel sangue.<br>\nUn muscolo scheletrico striato \u00e8 costituito da fibre muscolari, cellule giganti molto allungate, di aspetto striato ed elettricamente eccitabili. Ogni fibra muscolare ha la capacit\u00e0 di accorciarsi in seguito alla contrazione innescata da uno stimolo nervoso che arriva a una placca motoria. Questo accorciamento avviene all&#8217;interno di un&#8217;unit\u00e0 ancora pi\u00f9 piccola, la miofibrilla, costituita da actina e miosina, filamenti proteici disposti in sarcomeri, che si incastrano e scorrono l&#8217;uno nell&#8217;altro. In questo modo forma un elemento di azionamento lineare in grado di fornire movimento e forza. Tuttavia, questa descrizione \u00e8 troppo generica e il tessuto muscolare non \u00e8 una struttura omogenea. \u00c8 costituito da diversi tipi di fibre muscolari con diverse propriet\u00e0 istologiche, metaboliche e contrattili, adattate alla loro specifica area di attivit\u00e0 funzionale. Ne esistono 3 tipi principali: fibre di tipo I, fibre di tipo IIa e fibre di tipo IIb. Le fibre I sono chiamate anche fibre lente o toniche e producono contrazioni di bassa ampiezza, ma possono farlo per un periodo di tempo prolungato. Le fibre IIa, rapide o tonico-fasiche, producono contrazioni forti, ma di durata pi\u00f9 breve rispetto alle fibre I. Infine, le fibre IIb, anch&#8217;esse rapide o esplosive, producono contrazioni molto potenti ma di breve durata. La distribuzione di ciascun tipo nella muscolatura \u00e8 fissata geneticamente e nella popolazione normale la proporzione di fibre I e II \u00e8 pi\u00f9 o meno uguale. Tuttavia, la ricerca in medicina dello sport ha dimostrato che, a seconda della specializzazione sportiva, questa distribuzione pu\u00f2 cambiare in modo significativo; ad esempio, alcuni velocisti hanno una percentuale di fibre veloci di tipo II del 70%. Un&#8217;altra propriet\u00e0 sorprendente \u00e8 la capacit\u00e0 delle fibre di trasformarsi a seconda del tipo di formazione (I\u2192II, o II\u2192I).<br>\nUn altro punto cruciale in relazione all&#8217;elettrostimolazione \u00e8 la nozione di unit\u00e0 motoria. \u00c8 l&#8217;entit\u00e0 formata da un motoneurone alfa di origine midollare di un determinato tipo e da tutte le fibre muscolari dello stesso tipo che innerva. Una complicazione \u00e8 data dal fatto che ogni tipo di fibra ha una gamma diversa di frequenze di stimolazione: da 8 a 30 Hz per il tipo I, da 20 a 50 Hz per il tipo IIa e da 30 a circa 65 Hz per il tipo IIb.<br>\n\u00c8 quindi facile capire che un allenamento efficace di un muscolo nel suo complesso richiede assolutamente l&#8217;utilizzo di tutte le frequenze di stimolazione specifiche per ogni tipo di fibra. Durante una contrazione volontaria massima, tutte le unit\u00e0 motorie dei diversi tipi di fibre presenti nel muscolo vengono richiamate alla loro frequenza ottimale, consentendo di sviluppare la massima forza. D&#8217;altra parte, durante una contrazione submassimale, la stimolazione volontaria \u00e8 &#8220;asincrona&#8221;, il che significa che alcune unit\u00e0 motorie sono reclutate, altre sono lasciate a riposo, e si stabilisce una sorta di rotazione tra le unit\u00e0 per proteggersi dall&#8217;affaticamento, che si verifica pi\u00f9 rapidamente quando la contrazione deve essere massimale e tutte le unit\u00e0 funzionano &#8220;sincronicamente&#8221;.<\/p>\n<p>Formazione<br>\nDa un punto di vista biologico, l&#8217;allenamento, cos\u00ec come lo conosciamo dalle attivit\u00e0 sportive, \u00e8 un insieme di stimoli a un organo o a un sistema di organi, stimoli che rispondono a criteri abbastanza ben definiti e che provocano disturbi non dannosi ma sufficientemente significativi a livello cellulare di questi bersagli per indurre meccanismi di adattamento. Questo adattamento pu\u00f2 essere visto come una reazione protettiva. Un esempio semplicistico ma suggestivo \u00e8 dato dalle reazioni della pelle quando viene stimolata dalle radiazioni ultraviolette; se queste sono insufficienti, non si verifica alcun cambiamento di carnagione, se sono troppo forti (per durata o per intensit\u00e0, o per entrambe), si verificano scottature, mentre con un&#8217;esposizione adeguata compare l&#8217;abbronzatura desiderata. Un gran numero di organi reagisce in questo modo, la maggior parte, si potrebbe dire, anche quelli che hanno fama di bradirofia: tendini, ossa, cartilagini, tra gli altri. Gli adattamenti del cuore sono abbastanza noti e altri sistemi &#8220;allenabili&#8221; vengono regolarmente scoperti. Ma ancora una volta, il muscolo ha caratteristiche impressionanti in questo settore. Basti pensare ai cambiamenti visibili a occhio nudo nella morfologia esterna dei body-builders.<br>\nCome detto nell&#8217;introduzione, il tessuto muscolare disomogeneo reagisce in modo disomogeneo agli stimoli. L&#8217;allenamento di resistenza (capacit\u00e0 aerobica) genera risposte che favoriscono l&#8217;uso dell&#8217;ossigeno (mitocondri), mentre l&#8217;allenamento di resistenza (capacit\u00e0 anaerobica) favorisce altri adattamenti. Nella rieducazione si cercher\u00e0 in particolare l&#8217;ipertrofia del muscolo, principale garante di un aumento della forza in grado di svolgere l&#8217;importante ruolo meccanico per la &#8220;solidit\u00e0&#8221; del sistema muscolo-scheletrico. Per ottenere questo risultato, utilizziamo sforzi intensi vicini alla forza massima del muscolo (forza massima = peso pi\u00f9 pesante che pu\u00f2 essere mobilitato durante una singola ripetizione dalla contrazione muscolare). Ma tutte queste forme di stimolazione sono utili, perch\u00e9 contribuiscono in misura maggiore o minore a migliorare la vascolarizzazione, a ottimizzare il metabolismo e a migliorare la coordinazione inter- e intramuscolare.<br>\nL&#8217;allenamento della forza massima, che contribuisce all&#8217;ispessimento delle fibre (ipertrofia) mobilitando le cellule satelliti, richiede un lavoro estenuante, difficile da svolgere in caso di infortunio o malattia.<\/p>\n<p>Malfunzionamenti<br>\nQuest&#8217;organo, di cui stiamo sottolineando l&#8217;importanza, non \u00e8 ovviamente immune da disturbi di vario tipo, che possono manifestarsi come carenze momentanee o durature dell&#8217;attivit\u00e0 volontaria. \u00c8 ormai relativamente noto che tali carenze si accompagnano abbastanza rapidamente a tutta una serie di effetti negativi: atrofia muscolare, degenerazione articolare, disturbi del controllo neurale, disturbi della circolazione sanguigna e della troficit\u00e0, perdita di sostanza ossea, solo per citare i principali. \u00c8 l&#8217;immagine di una vera e propria sindrome di disadattamento.<\/p>\n<p>Atrofia muscolare (amiotrofia) (1)<br>\nL&#8217;atrofia muscolare, o amiotrofia, \u00e8 definita come una riduzione della massa di un muscolo o di un gruppo muscolare, di varia origine. In primo luogo, l&#8217;atrofia \u00e8 dovuta a un utilizzo insufficiente, che pu\u00f2 essere la conseguenza di un problema neurologico o osseo, o del muscolo stesso, o anche di una malattia metabolica. Probabilmente la causa pi\u00f9 comune di atrofia \u00e8 un trauma all&#8217;apparato muscolo-scheletrico (articolazione o muscolo stesso) e non \u00e8 escluso che in queste situazioni la perdita di sostanza muscolare sia una sorta di reazione protettiva, poich\u00e9 la perdita di forza che ne deriva impedisce inevitabilmente movimenti estremi che potrebbero aggravare la lesione.<br>\nQuesta inevitabile perdita di forza con l&#8217;insorgere dell&#8217;atrofia non \u00e8 tuttavia un criterio clinico affidabile e, per una determinazione seria, solo la misurazione della massa muscolare mediante DPX o la misurazione dell&#8217;area trasversale mediante TAC, ecografia o risonanza magnetica sono metodi scientificamente rigorosi.<br>\nOggi il fenomeno dell&#8217;atrofia \u00e8 parzialmente compreso grazie alle sottili conoscenze di biologia molecolare, ma saranno necessarie conoscenze pi\u00f9 approfondite per sviluppare trattamenti riabilitativi o interventi farmacologici pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<p>Sarcopenia (2,3,4,5,6,7,8)<br>\nConsiderando tutte le variazioni individuali, la massa muscolare raggiunge un picco intorno ai 30 anni e poi diminuisce di circa il 5% all&#8217;anno dai 40 anni in poi, con un tasso di declino accelerato dopo i 60 anni. Questa perdita involontaria e quasi fisiologica di massa muscolare con l&#8217;et\u00e0 \u00e8 la definizione di sarcopenia, almeno in termini generali. La prevalenza della sarcopenia \u00e8 di circa il 30% negli ultrasessantacinquenni e sale al 50% dopo gli 80 anni. La riduzione della massa muscolare con l&#8217;et\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 frequente e tende a essere pi\u00f9 grave nelle donne.<br>\nLa sarcopenia \u00e8 ovviamente associata a un declino funzionale (tra l&#8217;altro, della forza), legato a un maggior rischio di cadute e a una maggiore vulnerabilit\u00e0 ai traumi, tutti fattori che possono portare alla dipendenza.<br>\nLa fisiopatologia di questa condizione \u00e8 oggi abbastanza nota.<br>\nSono stati studiati diversi programmi di prevenzione e trattamento della sarcopenia e, sebbene nessuno di questi approcci risulti superiore agli altri, viene regolarmente evidenziato il ruolo positivo dell&#8217;allenamento della forza.<\/p>\n<p>Elettromiostimolazione (9)<br>\nL&#8217;elettrostimolazione \u00e8 una tecnica che trasmette, attraverso il nervo motore, un impulso elettrico variabile (durata e intensit\u00e0) da uno stimolatore elettrico a muscoli selezionati utilizzando due o pi\u00f9 elettrodi. L&#8217;impulso elettrico provoca la contrazione del muscolo o dei muscoli selezionati senza coinvolgere il sistema nervoso centrale (cervello).<br>\nL&#8217;elettrostimolazione viene utilizzata da molti anni dai fisioterapisti durante la riabilitazione post-operatoria o durante i trattamenti che mirano a combattere il rischio di atrofia o a riportare la muscolatura a uno stato funzionale. Si usa anche per la preparazione e il recupero degli sportivi.<br>\nL&#8217;elettrostimolazione, nota anche come elettromiostimolazione, \u00e8 una tecnica antica che tuttavia ha subito un notevole sviluppo grazie all&#8217;avvento di nuove tecnologie.<br>\nIl suo scopo essenziale \u00e8 quello di integrare o addirittura sostituire una carenza momentanea o duratura di attivit\u00e0 volontaria. Ma per ottenere questo risultato, deve imitare il pi\u00f9 possibile il funzionamento naturale della contrazione muscolare. Alla luce di questa sottile modalit\u00e0 di funzionamento, l&#8217;allenamento complessivo richiesto dovr\u00e0 assolutamente fare appello a tutte le frequenze di stimolazione fisiologica, poich\u00e9 una sola frequenza, anche se scelta all&#8217;interno della gamma delle frequenze naturali, non pu\u00f2 raggiungere questo obiettivo generale. Ma la stimolazione elettrica transcutanea non pu\u00f2 discriminare in alcun modo e provoca sempre una risposta &#8220;sincrona&#8221; o simultanea da parte di tutte le fibre muscolari reclutate. Impone sistematicamente la stessa frequenza a tutte le fibre senza tener conto delle loro caratteristiche specifiche. Di conseguenza, per ottenere un allenamento globale efficace dei vari tipi di fibre che compongono un determinato muscolo, sar\u00e0 necessaria una sequenza armoniosa di stimolazioni diverse con le frequenze appropriate, corrispondenti ai diversi tipi di fibre. E considerate le fasi di recupero essenziali. L&#8217;allenamento con l&#8217;elettromiostimolazione, che oggi \u00e8 tecnicamente molto facile, secondo il concetto definito, richiede quindi un periodo di tempo abbastanza lungo e una ripetizione regolare. Sono finiti i tempi delle tradizionali sedute di 30 minuti, di solito bisettimanali, con parametri di stimolazione empirici. Oggi si parla di elettromiostimolazione a lungo termine, con sequenze progressive automatiche di diverse e specifiche fasi di attivit\u00e0, che hanno dimostrato scientificamente la loro efficacia. Questa forma di rieducazione presenta molti vantaggi: \u00e8 possibile anche quando lo stato generale o una situazione particolare non consentono un&#8217;attivazione efficace dei muscoli, ad esempio per motivi di dolore o di disturbo del controllo motorio. Inoltre, \u00e8 quasi indipendente da una forte motivazione, a differenza dell&#8217;allenamento tradizionale, che richiede una grande disciplina. In questo contesto, va notato che la combinazione di elettromiostimolazione e allenamento fisico \u00e8 particolarmente favorevole. (10, 11). La combinazione di stimolazione elettrica e lavoro volontario pu\u00f2 essere interessante durante il percorso del paziente, in particolare per facilitare il ripristino di un buon controllo motorio.<\/p>\n<p>Campi di applicazione dell&#8217;elettromiostimolazione<br>\nSembra quindi logico utilizzare l&#8217;elettromiostimolazione descritta in tutte le situazioni in cui la perdita di massa muscolare rappresenta un handicap per la funzione interessata. Detto questo, il campo di applicazione \u00e8 molto ampio e praticamente qualsiasi muscolo atrofizzato pu\u00f2 trarre beneficio da questa tecnica riabilitativa comprovata ma poco conosciuta (12,13).<br>\nLa tecnica dell&#8217;elettrostimolazione muscolare \u00e8 ben nota negli ambienti specialistici e sono state descritte molte applicazioni.<br>\nLa pi\u00f9 nota \u00e8 certamente la lotta contro l&#8217;atrofia quadricipitale dopo un intervento chirurgico al ginocchio, in particolare la plastica legamentosa del legamento crociato anteriore. Tuttavia, con l&#8217;avvento del trattamento conservativo del legamento crociato anteriore danneggiato, incentrato sull&#8217;ottimizzazione dell&#8217;involucro muscolare della coscia, un&#8217;eccellente indicazione per l&#8217;elettrostimolazione \u00e8 quasi evidente. (14,15, 16, 17, 18, 19, 20,21)<br>\nUn&#8217;altra condizione comune e difficile da trattare \u00e8 il dolore anteriore del ginocchio. Il miglioramento del vasto mediale, e in particolare della sua componente obliqua, \u00e8 un classico, e l&#8217;EMS si \u00e8 dimostrato efficace anche in questa situazione perch\u00e9 consente una stimolazione analitica di questo capo muscolare. Va notato che alcuni autori stanno attualmente sostenendo l&#8217;allenamento dei rotatori dell&#8217;anca in questa condizione molto fastidiosa, al fine di migliorare il frequente malallineamento osservato in questo quadro clinico. Anche in questo caso l&#8217;elettrostimolazione pu\u00f2 essere d&#8217;aiuto.<br>\nIn traumatologia generale, ma in particolare nello sport, la distorsione in supinazione dell&#8217;articolazione tibio-tarsica \u00e8 di gran lunga l&#8217;infortunio pi\u00f9 frequente (1 incidente di questo tipo al giorno ogni 10.000 abitanti nel nostro tipo di societ\u00e0, vale a dire 800 distorsioni al giorno per la piccola Svizzera, 290.000 all&#8217;anno!) La siderosi dei muscoli peronei quando vengono improvvisamente stirati e la loro concomitante disfunzione (disattivazione temporale) possono essere un importante fattore di disturbo durante la riabilitazione. \u00c8 stato dimostrato che un&#8217;adeguata elettrostimolazione ha un effetto positivo.<br>\nLa frequenza del mal di schiena \u00e8 quantitativamente di un ordine di grandezza simile e la stimolazione dei muscoli del cingolo pelvico \u00e8 uno dei trattamenti standard, attraverso la fisioterapia attiva. Anche l&#8217;elettromiostimolazione si \u00e8 dimostrata efficace in questa situazione (22).<br>\nL&#8217;importanza dei muscoli della cuffia dei rotatori per il corretto funzionamento della spalla \u00e8 ben nota. L&#8217;elettromiostimolazione pu\u00f2 essere applicata con successo in caso di lesioni da sovraccarico, di squilibrio o dopo lesioni a queste strutture (23, 24).<br>\nPer analogia, l&#8217;elettrostimolazione \u00e8 stata applicata in modo molto soddisfacente nella riabilitazione dopo interventi di protesizzazione dell&#8217;anca (25) e del ginocchio (26), dopo osteotomie, nel trattamento dei postumi di fratture e dopo interventi di chirurgia tendinea, ad esempio dopo la sutura del tendine d&#8217;Achille, che di solito \u00e8 accompagnata da una significativa atrofia del polpaccio.<br>\nL&#8217;EMS si \u00e8 dimostrato utile per varie contratture muscolari (colonna vertebrale, arti).<br>\nSiamo anche a conoscenza di applicazioni soddisfacenti per contrastare gli effetti dell&#8217;ictus, come la paresi e la spasticit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, per completezza, occorre menzionare l&#8217;uso della stimolazione muscolare elettrica per l&#8217;incontinenza urinaria o anale, per le malattie croniche cachettiche (BPCO, insufficienza cardiaca, cancro) (27, 28, 29, 30) e, pi\u00f9 recentemente, in combinazione con le cybertesi che contribuiscono alla riabilitazione dei pazienti paraplegici (31).<\/p>\n<p>Aspetti pratici<br>\nL&#8217;uso dell&#8217;elettromiostimolazione dovrebbe essere legato a una prescrizione medica, eventualmente &#8220;ispirata&#8221; da un fisioterapista. In queste condizioni, il costo dell&#8217;assunzione dell&#8217;unit\u00e0 di stimolazione sar\u00e0 coperto dall&#8217;assicurazione (assicurazione contro gli infortuni, assicurazione sanitaria). Per ottenere un&#8217;efficacia soddisfacente, \u00e8 essenziale che il paziente abbia sempre a disposizione il dispositivo, che verr\u00e0 utilizzato regolarmente, ogni giorno, per almeno alcune settimane. Con alcuni fornitori, il dispositivo viene fornito programmato in base alle esigenze specifiche del paziente. Il fisioterapista determiner\u00e0 la posizione ottimale per gli elettrodi e segner\u00e0 il punto con un dermografo. \u00c8 lui che istruir\u00e0 il paziente sull&#8217;uso corretto. Va notato che alcuni dispositivi registrano tutto il &#8220;lavoro&#8221; svolto, il che \u00e8 un buon modo per migliorare la conformit\u00e0. \u00c8 anche un ottimo strumento di controllo per il prescrittore e, se necessario, per l&#8217;assicuratore. Per non parlare dell&#8217;aspetto scientifico.<br>\nAlcuni dispositivi sono in grado di erogare correnti analgesiche, come la TENS, un&#8217;aggiunta utile in molte situazioni.<\/p>\n<p>Conclusioni<br>\nIl tessuto muscolare, che in ultima analisi pu\u00f2 essere paragonato a un organo, \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 piuttosto speciale con numerose caratteristiche: importanza quantitativa unica nel corpo umano, versatilit\u00e0 funzionale anch&#8217;essa senza pari, notevole plasticit\u00e0, purtroppo sia in senso ana che catabolico. Infine, nel nostro contesto, esiste un alto grado di sensibilit\u00e0 all&#8217;assenza di normali stimoli neurologici, che si manifesta con un&#8217;atrofia rapida e spesso significativa, con conseguenze deleterie, che riteniamo non siano sempre prese in considerazione dalla medicina e dai medici. L&#8217;elettromiostimolazione \u00e8 un metodo efficace e in definitiva semplice per combattere questa condizione.<\/p>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>1) L\u00e9ger B, C.Gobelet (2011)<br>\nAtrofia muscolare<br>\nGiornale svizzero di medicina dello sport e traumatologia dello sport 59 (1), 14 &#8211; 17, 2011<\/p>\n<p>2) Michel J.P, P.O. Lang, A.J Cruz-Jentoft (2009)<br>\nSarcopenia: un nuovo tema caldo nella medicina geriatrica<br>\nGazzetta medica svizzera, 2009, 5 :2200 -4<\/p>\n<p>3) Lang P.O (2012)<br>\nSarcopenia<br>\nReuma Svizzera, 1, 2012, 13 -15<\/p>\n<p>4) M\u00fcnzer T (2010)<br>\nSarcopenia negli anziani. Concetto, clinica e interventi<br>\nForum Med Suisse, 2010; 10 (10): 188 -190<\/p>\n<p>5) Janssen I, (2006)<br>\nInfluenza della sarcopenia sullo sviluppo della disabilit\u00e0 fisica: il Cardiovascular Health Study.<br>\nJ Am Geriatr Soc, 2006. 54: p. 56-62.<\/p>\n<p>6) Orr R, Raymond J, Fiatarone Singh M. 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(1988)<br>\nAnalisi in vivo degli effetti della stimolazione elettrica transcutanea del quadricipite e degli hamstrings sulla deformazione del legamento crociato anteriore.<br>\nAmerican Journal of Sports Medicine, Vol. 16, n. 2, 147-152<\/p>\n<p>17) Snyder-Mackler L., Ladin Z., Schepsis A.A., Youg J.C. (1991)<br>\nStimolazione elettrica dei muscoli della coscia dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore .<br>\nThe Journal of Bone and Joint Surgery, 73-A, 1025-36<\/p>\n<p>18) Nitz A.J., Dobner J.J. (1987)<br>\nEffetto della stimolazione elettrica ad alta intensit\u00e0 sulla muscolatura della coscia durante l&#8217;immobilizzazione per la distorsione del ginocchio.<br>\nTerapia fisica, Vol. 67, No2, 219-22<\/p>\n<p>19) Delitto A., McKowen J.M., McCarthy J.A., Shively R.A., Rose S.J. (1988)<br>\nContrazione elettrica della muscolatura della coscia dopo l&#8217;intervento al legamento crociato anteriore.<br>\nTerapia fisica, vol. 68, n. 1, 45-50<\/p>\n<p>20) Morrissey M.C., Brewster C.E., Shields C.L., Brown M. (1985)<br>\nEffetti della stimolazione elettrica sul quadricipite durante l&#8217;immobilizzazione post-operatoria del ginocchio.<br>\nAmerican Journal of Sports Medicine, Vol. 13, No1, 40-45<\/p>\n<p>21) Gould N., Donnermeyer D., Gammon G.G., Pope M., Ashikaga T. (1982)<br>\nStimolazione muscolare transcutanea per ritardare l&#8217;atrofia da disuso dopo meniscectomia aperta.<br>\nOrtopedia clinica e ricerca correlata, n. 178, 190-197<\/p>\n<p>22) Coghlan S, L.Crowe, U. McCarthy Persson, C. Minogue, B. Caulfield<br>\nL&#8217;addestramento alla stimolazione elettrica neuromuscolare provoca una maggiore attivazione dei muscoli stabilizzatori della colonna vertebrale durante il carico spinale e un miglioramento dei giudizi sul dolore<\/p>\n<p>23) Reinold M.M, L. C Macrina, K. E. Wilk, J. R.Dugas, E.L.Cain ,J.R.Andrews (2008)<br>\nL&#8217;effetto della stimolazione elettrica neuromuscolare dell&#8217;infraspinato sulla produzione di forza di rotazione esterna della spalla dopo l&#8217;intervento di riparazione della cuffia dei rotatori<br>\nAm. J. Sports Med. 2008; 36; 2317<\/p>\n<p>24) Colson S.S, M. Benchortane, V. Tanant, J.P. Faghan, M. Fournier-Mehouas,<br>\nC. Bena\u00efm, C. Desnuelle (2010)<br>\nTraining di stimolazione muscolare elettrica neuromuscolare: un training sicuro ed efficace per i pazienti affetti da distrofia muscolare fascioscapolo-omerale<br>\nArchivi di Medicina Fisica e Riabilitazione, Vol. 91, No5, Maggio 2010<\/p>\n<p>25) Gremeaux V, Renault J, Pardon L, Deley G, Lepers R, Casillas J-M (2008)<br>\nStimolazione muscolare elettrica a bassa frequenza combinata con la terapia fisica dopo l&#8217;artroplastica totale dell&#8217;anca per l&#8217;osteoartrite dell&#8217;anca in pazienti anziani: uno studio controllato randomizzato<br>\nArch Phys Med Rehabil 2008;89:2265-73<\/p>\n<p>26) Avramidis K, Strike PW, Taylor P N, Swain I D (2003)<br>\nEfficacia dell&#8217;elettrostimolazione del muscolo vasto mediale nella riabilitazione dei pazienti dopo l&#8217;artroplastica totale del ginocchio<br>\nArch Phys Med Rehab, 84: 1850-1853<\/p>\n<p>27) Zanotti E, Felicetti G, Maini M, Fracchia C (2003)<br>\nAllenamento della forza muscolare periferica in pazienti allettati con BPCO sottoposti a ventilazione meccanica<br>\nTorace, 124: 292-296<\/p>\n<p>28) A. Abdellaoui, C. Pre&#8217;faut, F. Gouzi, A. Couillard, M. Coisy-Quivy, G. Hugon,<br>\nN. Molinari, T. Lafontaine, O. Jonquete, D. Laoudj-Chenivesse e M. Hayot:<br>\nEffetti sul muscolo scheletrico dell&#8217;elettrostimolazione dopo l&#8217;esacerbazione della BPCO: uno studio pilota<br>\nEur Respir J 2011; 38: 781-788<\/p>\n<p>29) Lara Maris Napolis, Simone Dal Corso, Jose&#8217; Alberto Neder, Carla Malaguti,<br>\nAna Cristina Oliveira Gimenes, Luiz Eduardo NeryI<br>\nLa stimolazione elettrica neuromuscolare migliora la tolleranza all&#8217;esercizio in pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva con massa grassa meglio conservata<br>\nCLINICHE 2011; 66(3):401-406I<\/p>\n<p>30)Isabelle VIVODTZEV, Richard DEBIGAR\u00c9, Philippe GAGNON, Vincent MAINGUY, Didier SAEY, Annie DUB\u00c9, Marie-\u00c8ve PAR\u00c9, Marthe B\u00c9LANGER , Fran\u00e7ois MALTAIS Effetti funzionali e muscolari della stimolazione elettrica neuromuscolare in pazienti con BPCO grave: uno studio clinico randomizzato<br>\nChest; Prepublished online 23 novembre 2011;<\/p>\n<p>31) www.fscsfc.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=46&amp;Itemid=2&amp;lang=fr<\/p>\n<p>Nonostante gli oltre 30 anni di contatti personali con vari rappresentanti di uno dei primi sistemi di stimolazione neuro-muscolare, l&#8217;autore dichiara di non avere alcun conflitto di interessi.<\/p>\n<p>Dr. med. P.Jenoure<br>\nARS Ortopedica<br>\nClinica ARS Medica<br>\n6929 Gravesano \/ Lugano<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":29241,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-29228","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-actualites"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29228","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29228"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29246,"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29228\/revisions\/29246"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29241"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29228"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29228"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/djoglobal.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}